Una donna con il capo coperto dal burqa viene tenuta per i piedi e per le mani da due uomini mentre un terzo con barba e turbante da taleban la frusta con una cintura di pelle. Inutilmente la ragazza urla di smetterla, nessuno l”ascolta, né i suoi aguzzini né gli uomini presenti alla fustigazione. La scena raccapricciante è stata ripresa con un telefonino e il video venduto al mercato e ripetutamente trasmesso da una tv locale, nella valle di Swat nel nord del Paksitan, a circa 150 chilometri da Islamabad. Una volta attraente zona turistica del Pakistan con rovine buddiste e campi da scii, ora enclave riconosciuta dei taleban in Pakistan, dopo che il governo di Islamabad ha ceduto loro il controllo lo scorso febbraio in seguito ad un accordo per la «pacificazione» della zona. Secondo l”ordine del terrore imposto dai taleban, ogni punizione serve da monito, così le punizioni esemplari vengono registrate e diffuse. La ragazza del video, diciassettenne, sarebbe stata frustata – gli unici dubbi sul fatto riguardano la data in cui sarebbe avvenuto – per aver avuto una relazione con un uomo che non era suo marito, lo stesso che ha denunciato il fatto. Purtroppo le denunce sono spesso ritorsioni se una donna rifiuta delle avances, visto che non ocorre nessuna prova. Ma anche questo non deve sorprendere perché non servono prove per condannare le donne, bastano sospetti e non serve nemmeno una sentenza formale. Anzi, se un processo ci fosse stato forse la giovane in questione sarebbe stata lapidata, condanna peraltro auspicata da un esponente taleban della zona. Il video ha messo in forte imbarazzo il governo di Islamabad, complice di fatto con i taleban. E peraltro non è la prima volta che il governo pakistano appoggia i famigerati studenti di teologia che proprio in Pakistan hanno avuto la loro formazione; è già successo con il governo di Benazir Bhutto che in alleanza con gli Stati uniti aveva favorito l”ascesa dei taleban e la loro conquista dell”Afghanistan. Ora tocca al marito Zardari, che ha ceduto la regione dello Swat ai fautori della versione più oscurantista della legge coranica, che è stata riproposta in Pakistan secondo le regole imposte in Afghanistan prima del 2001. Nella zona molti oppositori sono stati assassinati e sono state distrutte 200 scuole. Il primo ministro pakistano Yousuf Raza al Gilani ha condannato il vergognoso «incidente» e ha ordinato una inchiesta ma ha ribadito che il governo si ritiene impegnato a rispettare l”accordo di riconciliazione. Anzi c”è chi ha avanzato l”ipotesi che la diffusione del video sia un complotto per boicottare l”applicazione della sharia nella regione dello Swat. «Si tratta di una piccola cosa. Dobbiamo parlare degli attacchi dei droni, non dei fatti minori» ha detto Munawar Hassan, leader della Jamaat-e-Islami riferendosi agli attacchi degli americani nelle zone di frontiera ma all”interno del Pakistan. Per gli islamisti le questioni che riguardano le donne, anche se si tratta di punizioni efferate come quella ripresa dal video, sono sempre fatti senza importanza. La zona in questione è di estrema importanza per i rapporti con l”Afghanistan e soprattutto per il passaggio dei rifornimenti alle truppe Nato. Su strada, via Pakistan, e quindi obbligatoriamente dal nord del paese, passa il 75 per cento delle merci destinate alle truppe internazionali. Rifornimenti che sono spesso messi a repentaglio proprio dagli attacchi che partono dalle zone tribali di confine, compresa la zona che rappresenta il retroterra dei taleban. Per questo gli ufficiali della Nato avevano criticato l”accordo raggiunto dal governo di Islamabad con i taleban sulla valle di Swat ritenendo che questo avrebbe garantito un rifugio sicuro e una roccaforte per i taleban che continuano a lanciare attacchi oltre frontiera contro le truppe americane e della Nato. Nessuna reazione invece al fatto che nella zona veniva reinstaurata quella sharia che era stata, almeno formalmente e per il momento, abolita in Afghanistan. Ma come si vede i taleban fanno concorrenza a Karzai che ha appena firmato un codice della famiglia per gli sciiti afghani che non ha nulla da invidiare alla sharia applicata oltre confine. Il tutto sotto la supervisione occidentale.’
Frustata dai taleban, in tv
Nella valle di Swat dove è in vigore la sharia con l''accordo di Islamabad'
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4 Aprile 2009 - 11.52
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